Sessualità

Universo Sessualità

Sessualità

L’Eros nella cultura greca antica è ciò che fa muovere verso qualcosa, un principio divino che spinge verso la bellezza. La sessualità, quindi, è una spinta che porta gli esseri umani a rivolgersi verso l’altro, o sè stessi, sostenuti dall’eccitazione e dal piacere.

E quando si parla di sessualità non si parla solo di piacere ma anche di desiderio. Secondo l’etimologia desiderio deriva dal latino de-sidus, letteralmente “mancanza di stelle”. Il piacere e il desiderio prodotti dall’attesa delle stelle ed essi possono, quindi, avvenire su vari piani, da quello genitale a quello mentale, emotivo, sensoriale, amoroso…

I DISTURBI NELLA SESSUALITÀ

I disturbi in ambito sessuologico emergono spesso dalla difficoltà di conciliare il bisogno di intimità con l’incontro con l’altro. Helen Singer Kaplan, psichiatra e sessuologa, ha sviluppato negli anni ’70 un modello trifasico della risposta sessuale, suddividendola in tre fasi: desiderio, eccitazione e orgasmo. Secondo questo modello, le disfunzioni sessuali possono essere classificate in base alla fase interessata:

  • Disturbi della fase del desiderio: caratterizzati da una diminuzione o assenza di fantasie sessuali e desiderio di attività sessuale. 
  • Disturbi della fase dell’eccitazione: come la disfunzione erettile nell’uomo e la mancata lubrificazione nella donna, che impediscono il raggiungimento o il mantenimento dell’eccitazione sessuale. 
  • Disturbi della fase dell’orgasmo: includono l’eiaculazione precoce o ritardata nell’uomo e il disturbo dell’orgasmo nella donna, caratterizzato da ritardo, infrequenza o assenza dell’orgasmo. 

Queste disfunzioni possono essere ulteriormente classificate in base alla loro insorgenza e contesto:

  • Lifelong: presenti fin dall’inizio della vita sessuale. 
  • Acquisite: sviluppate dopo un periodo di funzionamento sessuale normale. 
  • Generalizzate: si manifestano in tutte le situazioni, con qualsiasi partner o tipo di stimolazione. 
  • Situazionali: si verificano solo in determinate circostanze, con specifici partner o tipi di stimolazione. 

Inoltre, la gravità del disturbo può variare da lieve a moderata o grave.

Secondo l’approccio della psicoterapia della Gestalt, le difficoltà sessuali sono fenomeni che emergono nel contesto delle interazioni tra individui. Queste difficoltà possono manifestarsi come problemi nel percepire le sensazioni e l’eccitazione sessuale, nel lasciar crescere la tensione sessuale, nel sostenere il contatto durante il culmine dell’eccitazione, nel lasciarsi andare all’orgasmo e nel godere della soddisfazione post-coitale.  

È fondamentale considerare che le difficoltà nella sfera della sessualità possano derivare da una complessa interazione di fattori psicologici, relazionali e, talvolta, fisici. Pertanto, un approccio terapeutico efficace è importante che comprenda un approccio non solo corporeo ma anche emotivo e relazionale al fine di sperimentare e promuovere una sessualità soddisfacente e appagante.

Sessualità maschile

Universo Sessualità - Le disfunzioni Maschili

Disturbo Maschile da Desiderio Sessuale Ipoattivo (HSDD)

Si manifesta con una persistente o ricorrente assenza di pensieri, fantasie sessuali e desiderio di attività erotica, generando frustrazione e disagio personale o relazionale. Secondo la prospettiva della Gestalt Analitica, questa mancanza non è soltanto un deficit biologico o ormonale, ma un’espressione profonda di un conflitto interno che si muove lungo le linee della relazione con sé e con l’altro.

In questa cornice teorica, il sintomo sessuale è visto come figura che emerge su uno sfondo complesso di vissuti emotivi, blocchi energetici e relazionali. La perdita del desiderio può diventare un linguaggio del corpo che comunica qualcosa di inespresso, come paura dell’intimità, rabbia trattenuta o una lotta interna tra bisogno di vicinanza e timore della vulnerabilità.

Disfunzione erettile, ovvero la difficoltà marcata nel raggiungere o mantenere un’erezione durante l’attività sessuale, può essere interpretata come una “interruzione del contatto”, nel linguaggio gestaltico. Il corpo, inibito nella sua risposta, può esprimere una frattura tra mente e corpo, tra desiderio conscio e tensioni inconsce. In questo caso, il lavoro terapeutico mira a ristabilire un senso di connessione, fiducia corporea e capacità di lasciarsi andare.

L’eiaculazione precoce, ossia l’incapacità di ritardare l’orgasmo oltre il primo minuto dalla penetrazione, può rappresentare un agito inconscio legato a una difficoltà nel regolare l’eccitazione e nella gestione del piacere. Spesso, emerge un vissuto di ansia da prestazione, un’urgenza emotiva che non trova spazio nella relazione. La Gestalt, lavorando con l’esperienza nel “qui e ora”, aiuta a rallentare, esplorare e dare voce a ciò che si muove interiormente.

L’eiaculazione ritardata, infine, cioè il marcato ritardo o l’assenza di eiaculazione nonostante una stimolazione adeguata, può essere letta come una forma di ritiro dall’altro o una difesa contro la perdita di controllo. Anche in questo caso, la funzione del sintomo è da esplorare più che da eliminare, perché spesso parla di una fatica ad abbandonarsi emotivamente e sessualmente all’esperienza del contatto profondo.

Nel lavoro terapeutico gestaltico, si cerca di riportare la consapevolezza nel corpo, riconoscere i pattern relazionali ripetitivi e favorire l’emergere di emozioni bloccate, restituendo alla sessualità una funzione vitale e integrativa. In questa visione, il sintomo sessuale maschile non è mai solo un “malfunzionamento”, ma una porta d’accesso a un possibile processo trasformativo.

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Universo Sessualità - Le disfunzioni Femminili

Quando il corpo racconta ciò che la mente non osa dire

Nel panorama dei disturbi sessuali femminili, il disturbo dell’interesse/eccitazione sessuale rappresenta una delle manifestazioni più complesse e meno comprese. Non si tratta solo di “mancanza di desiderio”, ma di una difficoltà più profonda a entrare in contatto con la propria esperienza erotica e con il corpo come luogo di piacere. La Gestalt Analitica, in questo senso, offre una lettura integrata: il sintomo non è da combattere, ma da ascoltare come segnale di interruzione del contatto tra sé e il mondo, tra emozione e sensazione.

Disturbo soggettivo dell’eccitazione sessuale:
Una donna può riferire di non sentire piacere durante l’attività sessuale, pur riscontrando risposte fisiche come la lubrificazione. Come se il corpo andasse da una parte e la mente da un’altra. Questo scollamento può avere radici nell’educazione repressiva, nel trauma o in un attaccamento precoce caratterizzato da distanza e freddezza. L’eccitazione, in questi casi, diventa un’esperienza minacciosa, vissuta come qualcosa da cui difendersi.

Disturbo genitale dell’eccitazione sessuale:
In altri casi, la donna può riferire una mancanza di eccitazione fisica, pur essendo “mentalmente presente”. Il corpo non segue, non risponde, quasi a dire: “Non sono pronta”. In terapia, spesso emergono pattern di controllo, perfezionismo e paura dell’abbandono, che impediscono il lasciarsi andare e il sentire corporeo profondo.

Disturbo misto soggettivo e genitale:
È la forma più invalidante, in cui né il corpo né la mente sembrano attivarsi sessualmente. La donna può sentirsi “anestetizzata”, alienata dalla propria sessualità. Secondo la Gestalt Analitica, il lavoro terapeutico in questi casi si fonda sulla ri-educazione al sentire, al vivere nel qui-e-ora attraverso il corpo, e sulla rielaborazione di eventuali traumi relazionali o sessuali.

Disturbo dell’eccitazione sessuale persistente:
Paradossalmente, anche un’eccessiva attivazione genitale può essere disfunzionale. Una stimolazione involontaria e non desiderata può diventare fonte di disagio, senso di colpa e vergogna. Spesso si accompagna a vissuti di impotenza e invasione del corpo, come se l’eccitazione non fosse più scelta, ma subìta.

Disturbi da dolore e penetrazione: il corpo in difesa

Il disturbo da dolore genito-pelvico/penetrativo, che include vaginismo e dispareunia, è un altro terreno in cui la Gestalt offre una chiave di lettura importante: il corpo si contrae o prova dolore come atto difensivo, perché percepisce l’atto sessuale come qualcosa di potenzialmente minaccioso o non sicuro.

Vaginismo:
Una giovane donna può riferire un blocco completo al tentativo di penetrazione. In terapia, spesso si scopre una storia in cui la sessualità è stata vissuta con senso di colpa o paura, magari anche senza esperienze traumatiche esplicite, ma con un’educazione rigida o disconnessa dal corpo.

Dispareunia:
Il dolore durante il rapporto, anche quando il desiderio è presente, può rivelare una tensione profonda non solo muscolare, ma emotiva. Una parte di sé vuole, ma un’altra parte trattiene. Spesso è un segnale di un conflitto interno irrisolto o di una relazione in cui la donna non si sente sufficientemente libera o al sicuro.

Disturbo dell’orgasmo femminile: tra paura e controllo

Il disturbo dell’orgasmo femminile si manifesta con difficoltà o impossibilità a raggiungere il piacere, o con orgasmi attenuati. La terapia gestaltica invita a esplorare non solo “cosa non funziona”, ma come la persona si relaziona con il piacere. L’orgasmo, come espressione di abbandono e di contatto profondo con sé, può essere vissuto come pericoloso, imbarazzante, “troppo”.

Cause profonde: oltre la fisiologia

La disfunzione sessuale femminile può essere innescata o mantenuta da fattori biologici, ormonali, farmacologici (come l’assunzione di antidepressivi), ma spesso ha radici psicologiche e relazionali più profonde:

  • Ansia da prestazione
  • Paura dell’intimità
  • Esperienze traumatiche o abuso
  • Difficoltà a esprimere emozioni e bisogni
  • Conflitti di coppia, perdita di attrazione, giochi di potere

In Gestalt Analitica, il lavoro clinico con queste pazienti avviene nel rispetto dei tempi del corpo, attraverso un contatto terapeutico sicuro, che permetta una progressiva integrazione tra pensiero, emozione e sensazione. La sessualità non viene “corretta”, ma esplorata come espressione del sé più autentico.